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Branhamismo (Gesù Solo)
"Ma quando sarà venuto il
Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che
procede dal Padre, egli testimonierà di me"
Giovanni 15:26
La corrente che fa capo a William Marrion Branham è quella stessa che è più
conosciuta col nome di "Gesù solo"; ma è chiamata anche "Unità"
o "Nuova Stirpe".
William Branham nacque il 6 aprile 1909 a Birksville, nel
Kentucky, Stati Uniti, da una famiglia non credente e poverissima. Suo padre era
boscaiolo; sua madre, mezzo indiana, aveva 15 anni. Tutta la sua vita fu immersa
nel soprannaturale: sua madre era una visionaria e lui stesso ebbe visioni,
secondo le sue stesse parole, fin dall'età di due anni. Ne ebbe più di
centomila, cioè qualcosa come cinque o sei visioni al giorno per 50 anni. A
sette anni ebbe una visione in cui un angelo gli parlò. "Da allora",
dice, "avevo sempre la sensazione che qualcuno stesse accanto a me,
cercando di parlarmi, soprattutto quando ero solo".
Si convertì verso i 20 anni, entrò nel ministerio e per
qualche tempo si prese cura di una comunità battista. Poi, nella cornice di un
evento che lo lasciò scosso ed abbattuto, ebbe una visione che mutò il corso
del suo ministerio. Ma lasciamo parlare lui stesso: "Era il 7 maggio 1946.
Mentre camminavo intorno alla casa e passavo sotto un acero, mi parve che la
cima dell'albero venisse violentemente scossa e ne scese un gran vento. I miei
accorsero. Spaventata, mia moglie domandò che cosa era successo. Provando a
riprendere possesso di me stesso, mi sedetti in terra e dissi loro che era
venuto il momento della crisi... trascorsi il pomeriggio in un luogo nascosto,
lessi la mia Bibbia e pregai intensamente, mi pareva che l'anima mia si
separasse dal corpo. Verso le 11 cessai di pregare e, ad un tratto, scorsi una
luce tremolante nella stanza... poi venendo verso di me vidi nella luce due
piedi d'uomo... poi vidi l'uomo stesso... accorgendosi del mio spavento cominciò
a parlare". Quell'uomo, annunciandosi come proveniente da parte di Dio, gli
promise il "dono di guarigione" e gli annunciò che nessuna malattia,
"neppure il cancro" avrebbe resistito alle sue preghiere. E continua:
"M'insegnò quindi come scoprire le malattie dalle vibrazioni delle
mani".
Da allora la popolarità di W. Branham si estese a tutto il
mondo, le sue campagne furono seguite da migliaia e migliaia di persone,
centinaia di guarigioni avvenivano nel corso delle riunioni. Durante il giorno,
Branham vedeva i miracoli che si sarebbero verificati la sera e discerneva,
anche, la vita e il passato dei malati. Gli capitava di descrivere certe persone
sedute nella sala, rivelando la loro malattia e la loro vita e annunziando che
sarebbero stati guariti. Diverse volte in presenza di malati desiderosi di
essere guariti, chiedeva: Avete sempre la stessa fiducia in me?
W. M. Branham è idolatrato dai suoi seguaci, i quali dicono che
è l'Elia che doveva venire, il Giovanni Battista che deve annunciare la seconda
venuta di Gesù, il profeta mandato da Dio a questa generazione. Ma è opportuno
chiedersi, innanzitutto: da dove provenivano i suoi doni? Da un talento
naturale? È possibile, ma ciò non spiega i suoi autentici miracoli. Da Dio?
Per rispondere di sì bisognerebbe ammettere che Dio abbia completamente
cambiato la Sua rivelazione, che la Bibbia non sia più la nostra norma di guida
e che tutte le fantasie siano possibili nel nome della fede. Da una certa
debolezza? È possibile, lo stile inconsueto delle sue predicazioni e certi suoi
comportamenti potrebbero farcelo pensare. O provengono da capacità medianiche?
È proprio questa la sola spiegazione: egli era un potente medium.
Branham possedeva capacità medianiche eccezionali già prima
della sua conversione. La sua conversione probabilmente fu autentica, ma non lo
liberò mai da questa capacità e, disgraziatamente, quelli che lo attorniavano
considerarono tali sue capacità come carismi di Dio. Questo non solo non aiutò
lui a liberarsi, ma irretì molti altri nella stessa seduzione. Leggendo la
storia di quest'uomo, sembra di udire le parole di Gesù: "Sorgeranno
infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi da sedurre, se
fosse possibile, anche gli eletti (Marco 13:22)". Branham era un falso
profeta, poiché accanto ai suoi prodigiosi miracoli proponeva un altro
Evangelo: è questo il dramma. (1)
LE DOTTRINE
Gli scritti di Branham sono un miscuglio continuo, ininterrotto,
di errori e mezze verità. La consuetudine di mettere in evidenza prima certe
verità è una caratteristica costante dei movimenti settari; così facendo,
addormentano la vigilanza del lettore, sì da fargli ammettere in un secondo
momento il falso. L'eresia di Branham è sottilissima: dice di credere a tutta
la Bibbia, al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo e a tante altre dottrine
bibliche, ma poi queste dichiarazioni sottintendono delle realtà diverse da
quelle insegnate dalla Parola.
La Bibbia. A prima vista si direbbe che Branham e
i suoi seguaci si rifanno costantemente alla Bibbia. Ogni affermazione, anche la
più inverosimile, è corredata da versetti biblici e in un suo scritto W.
Branham afferma: "Chiunque contraddice o falsifica una verità della
Bibbia, ne trae un rapporto o un'interpretazione particolare, si separa da Dio,
perde il senso dell'equilibrio e dell'armonia delle Scritture" (W. M.
Branham Libretto senza titolo edito da E. Frank, p. 5). Ma, come è nello
stile di Branham, la contraddizione è di prammatica, infatti in un altro
scritto afferma: "... si tratta invece di una grande fame della Parola di
Dio. L'alimento di cui dovete far provvigione sono i nostri magnetofoni sui
quali è riportata e trasmessa di nuovo la Parola..." (W. M. Branham citato
da E. Frank in La Parola di Dio dimora in eterno, p. 18). I messaggi del
profeta sarebbero dunque, un valido sostituto della Bibbia, come molte altre
volte egli afferma su libri o messaggi registrati.
Noi sappiamo dalla Parola di Dio che l'unico Interprete
infallibile è lo Spirito Santo (Giovanni 16:13). Nessun uomo può sostituirsi a
Lui; nessun uomo, per quanto spirituale, può arrogarsi il diritto di essere il
surrogato della Bibbia. Non dimentichiamo gli avvertimenti di Apocalisse a
quanti ardiscono aggiungere o togliere alla Scrittura (Apocalisse 22:18,19).
Lo Spirito Santo. Branham e i suoi seguaci di
oggi, i "Gesù solo," commettono lo stesso errore di alcuni ambienti
pentecostali: credono che il battesimo nello Spirito Santo sia necessario alla
salvezza. Secondo l'insegnamento di Branham, il credente realizza la nuova
nascita solo nel momento in cui riceve il battesimo nello Spirito Santo.
È ovvio che tale affermazione contraddice tutto l'insegnamento
neotestamentario, poiché il Nuovo Testamento fa una netta distinzione fra la
nuova nascita ed il battesimo nello Spirito Santo. La prima è l'esperienza
nella quale si riceve lo Spirito Santo e si nasce a nuova vita (Giovanni 20:22),
lo Spirito Santo viene a dimorare nel credente e compie l'opera di rigenerazione
(Giovanni 3:5); il battesimo nello Spirito Santo è, invece, il riempimento del
credente da parte della Spirito Santo (Atti 2:4). La dimora dello Spirito Santo
nel credente è garanzia di salvezza eterna (Romani 8:9), il battesimo nello
Spirito Santo è garanzia di un servizio cristiano potente ed efficace (Atti
1:8).
Noi crediamo che il battesimo nello Spirito Santo sia una parte
della nostra salvezza, così come la guarigione divina; ma mentre è una grande
benedizione, non si può etichettare come un requisito per la salvezza stessa.
Infatti c'è differenza tra ciò che ci è richiesto per essere salvati (cioè
credere in Gesù), e le benedizioni che riceviamo quando siamo stati salvati. Il
battesimo nello Spirito Santo non è dato come mezzo di salvezza, ma come
conseguenza della salvezza e la Parola di Dio specifica chiaramente che il
battesimo nello Spirito Santo è un dono ricevuto dopo la salvezza; mentre non
c'è nemmeno un passo che dica che uno deve essere battezzato nello Spirito
Santo e parlare in lingue per essere salvato.
La trinità. La dottrina della Trinità viene
attaccata violentemente da Branham e dai suoi seguaci, basti per tutte la
citazione seguente: "Ed essi chiamano questa la Trinità? Colui che troverà
questa parola nella Bibbia venga a mostrarmelo! Provate a trovare il termine
"trinità" nella Bibbia! Non si trova, non esiste" (W. Branham La
Rivelazione di Gesù Cristo, p. 24). Secondo questa setta le tre Persone
della Trinità non sono che tre diverse manifestazioni, tre modi di essere di
un'unica Persona, che è Gesù Cristo: Cristo è il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo. Da qui il nome dato ai seguaci di Branham, "Gesù
solo".
Il fatto che la Bibbia non usi mai la parola Trinità
non è una ragione valida per negare una realtà che appare, con chiara
evidenza, da tutta la Bibbia. Infatti la parola Trinità è stata
adottata, dalla chiesa dei primi secoli, proprio per esprimere questa verità
attestata dalla Parola di Dio. La teoria che nega la Trinità di Dio non è
nuova sotto il sole, è antica di molti secoli già nel 215 Sabellio affermava
che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo erano tre diverse manifestazioni
dell'unico Dio, non tre Persone distinte della stessa sostanza divina. Sabellio
fu scomunicato e la sua eresia prese il nome di sabellianesimo o modalismo.
La Bibbia stabilisce una netta distinzione fra le tre Persone
divine; basta leggere Matteo 3:16,17; 28:19; Giovanni 14:06,17,26; 15:26; 2
Corinzi 13:13; Galati 4:6, Efesini 2:18; 2 Tessalonicesi 3:5; 1 Pietro 1:2;
Efesini 1:3,13; Ebrei 9:14. In Giovanni 1:1 ed in Ebrei 1:8 è inequivocabile
che Cristo e il Padre non sono la stessa Persona. In versetti come Giovanni
15:26 o Matteo 3:16,17, un'interpretazione in senso modalista renderebbe assurdo
e privo di senso il brano; la stessa cosa avverrebbe per la preghiera di Gesù
nel Getsemani e la pronta risposta del Padre (Giovanni 12:28). E che cosa
sarebbe la preghiera sacerdotale di Gesù (Giovanni 17), se il Padre e il Figlio
fossero la stessa Persona?
Il battesimo nel solo nome di Gesù. Secondo
Branham l'unico battesimo valido è quello nel nome di Gesù; infatti molti
credenti evangelici che hanno aderito alla setta dei "Gesù solo",
hanno dovuto rifare il battesimo in acqua secondo la formula di Branham. Questo
uso, a prima vista stravagante, deriva direttamente dalla perniciosa eresia che
abbiamo visto sulla natura di Gesù e sulla Trinità; si appoggia su alcuni
versetti del libro degli Atti, nei quali si parla di battesimo nel nome del
Signor Gesù (Atti 2:38; 10:48; 19:5).
È evidente, dalla lettura del contesto neotestamentario, che i
primi credenti credevano in un Dio Unico nella sostanza e Trino nelle Persone.
L'espressione "battezzare nel nome di Gesù" non significa che quei
credenti usavano questa formula: quelle parole vanno viste soltanto come una
definizone di un rito, servono solo a identificare il battesimo cristiano. Ed
ecco uno studio del problema in prospettiva esegetica, che servirà a chiarire
l'argomento.
Per capire in quale senso Atti 2:38, 10:48 e 19:5 usano la frase
in questione, occorre scoprire la giusta interpretazionedella parola nome.
Il termine greco onoma nella Scrittura sottintende: autorità,
rango, carattere, maesta, potenza e tutto quello che un nome può esprimere.
L'espressione graca tradotta "nel nome" può essere tradotta nei modi
seguenti:
a."con l'autorità di...": Chiunque
riceve un cotal fanciullo nel nome Mio, riceve me (Matteo 18:15) significa
che chiunque accoglie un fanciullo sulla base dell'autorità di Gesù, riceve
Lui.
b."Nella potenza di...": Signore anche i demoni ci
son sottoposti nel Tuo nome (Luca 10:17), cioè nella potenza del Tuo nome.
c."Sulla confessione di...": Da allora... Saulo...
predicava con franchezza nel nome del Signore (Atti 9:28), cioè
riconoscendo o confessando il Signore.
d."In riconoscimento della maestà di...": Ovunque
due o tre son raunati nel nome Mio... (Matteo 18:20), cioè riconoscendo la
maestà di Gesù.
e."Nell'identificarsi con...": Se siete vituperati
per il nome di Cristo beati voi... perché vi identificate con Cristo.
Per meglio comprendere i testi che parlano del battesimo nel
nome di Gesù, si noti ancora il significato delle preposizioni greche epì
ed eis, usate rispettivamente in Atti 2:38 e Atti 19:5. La
preposizione epì significa su, sopra, in vista di, in
direzione di, quanto a e la preposizione eis può tradursi in,
verso, con l'idea di direzione. Dunque Atti 2:38 potrebbe essere tradotto
anche: ciascuno di voi sia battezzato "a causa della fede in Gesù"
oppure in relazione alla vostra fede in Gesù" o ancora più
semplicemente "sulla confessione della vostra fede in Gesù".
Nel capitolo 3 degli Atti leggiamo della guarigione dello zoppo:
da questo episodio si comprende il valore e il significato delle parole
"nel nome di Gesù". L'apostolo Pietro pronuncia quest'espressione per
la guarigione dello zoppo: "Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno,
cammina!", ma immediatamente spiega che non è una formula magica, infatti
precisa: L'Iddio dei nostri padri ha glorificato il Suo Servitore Gesù (...). E
per la fede nel Suo nome, il Suo nome ha affermato quest'uomo che vedete e
conoscete (Atti 3:6, 12-16). "E per la fede nel Suo nome": non basta
pronunciare semplicemente il nome di Gesù, occorre avere fede in Lui; ed essere
battezzati nel suo nome significa appunto confessare tale fede in Lui.
Un'ulteriore prova che l'espressione "nel nome di Gesù"
non costituiva una formula battesimale è data dal fatto che, nel libro degli
Atti, questa espressione appare con delle varianti: in Atti 2:38 e 10:48
troviamo "nel nome di Gesù Cristo, mentre in Atti 8:16 e 19:5
l'espressione diventa nel nome del Signor Gesù. Sarebbe assurdo che
nella chiesa dell'era apostolica fossero in uso due diverse formule battesimali,
o perfino tre se si pensa, com'è logico pensare, che forse alcuni usavano la
formula trinitaria.
Da quanto abbiamo visto, è chiaro che nel libro degli Atti non
si vuole dare la formula battesimale, si vuole soltanto identificare il
battesimo cristiano e distinguerlo da altri battesimi praticati presso i Giudei.
Al contrario, le parole di Gesù in Matteo 28:19 sono chiaramente una formula
prescritta dal Maestro. Esse contengono e riassumono il pensiero e il linguaggio
sparso in tutto il Nuovo Testamento, riguardante la natura Trina di Dio; Gesù
voleva il loro uso come formula per il battesimo, perché erano intese a
stabilire la dottrina della Trinità. Chi pratica il battesimo con la formula
trinitaria obbedisce ad un esplicito comando del Signore.
L'inferno. Al pari di altre sette finora
esaminate, Branham nega l'esistenza della perdizione eterna. Il suo insegnamento
si snoda lungo tre principi. Primo, vi è differenza di significato tra
"eterno" e "sempiterno" - sulla base di quali criteri non ci
è dato di capire - per la qual cosa le pene non sono sempiterne. Secondo,
l'eternità è solo per i credenti, mentre il diavolo e i suoi angeli periranno
dopo lunghi tormenti. Terzo, con loro periranno le anime dei perduti. Quindi
Branham crede nell'annientamento dei perduti, come i Testimoni di Geova o i
seguaci di Armstrong. Ecco come si esprime al riguardo: "Queste anime vi
saranno tormentate a cagione delle loro opere per dieci milioni di anni! Non so
cosa "in sempiterno" possa significare agli occhi di Dio. Può essere
un breve tempo, un milione di anni o dieci milioni di anni, ma il momento verrà
in cui queste anime non saranno più" (W. Branham La Rivelazione di Gesù
Cristo, n. 4 p. 39).
Gesù, in un'affermazione famosa riportata dal Vangelo di Marco,
rivela che il fuoco sarà inestinguibile (Marco 9:45,46). Le pene sono eterne
per il diavolo, per i suoi seguaci e per le anime dei perduti (Apocalisse
20:10,15). Come esiste la vita eterna, fatta di gioia dinanzi alla presenza di
Dio, esiste la morte eterna, che non è l'annichilimento, la distruzione
dell'anima, ma un'esistenza senza fine vissuta nell'infamia (Daniele 12:2) (2).
VALUTAZIONE
Non si può non dissentire fortemente da quanti, pur definendosi
pentecostali, disconoscono le dottrine fondamentali della Bibbia. Certo i
credenti dell'era apostolica non erano modalisti, né praticavano alcuna delle
dottrine insegnate da Branham.
Quando nel 1913 questo Movimento sorse, negli Stati Uniti, si
registrò una separazione dolorosa, ma necessaria. La lezione che come credenti
dobbiamo apprendere dall'esperienza dei "Gesù solo", si può
riassumere nelle parole dell'apostolo Paolo: "... perché bisogna che ci
sian fra voi anche delle sette, affinché quelli che sono approvati, siano
manifesti fra voi" (1 Corinzi 11:19). Branham, con i suoi presunti miracoli
e manifestazioni potenti, ha sedotto molte persone, ma non sono certo questi
avvenimenti eccezionali che provano la verità biblica; anzi, avviene proprio il
contrario.
È dunque fondamentale che i credenti nati di nuovo si attengano
fermamente alla Parola di Dio, pronti a riconoscere l'albero dai suoi frutti. E
questi frutti non devono essere le potenti operazioni, ma la fedeltà alla
Parola di Dio: non devono essere le potenti operazioni ad avvalorare il
messaggio, ma sempre e solo l'autorevole Parola di Dio. In un momento storico di
grande confusione, nel quale ogni eresia e dottrina sembrano ormai consumate, è
necessario vigilare. Ricordiamoci che i falsi predicatori e i falsi profeti non
verrano a dirci che sono falsi; è compito nostro, con l'aiuto del Signore,
esaminare e valutare ogni cosa alla luce della Parola di Dio, per continuare il
nostro cammino sulla via della fedeltà alla Bibbia, con sobrietà e con
santificazione.
Note
(1) Le notizie riportate sulla vita di W. M. Branham provengono, in prevalenza,
dagli appunti tratti da manoscritti del fr. J. J. Meyla.
(2) Le citazioni dei testi di Branham sono tratte dall'edizione francese
"Lumière sur le Branhamisme", di Christian Pette.
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